Docenti - Wally Fiammetta Bodi
Nasce a Milano il 17 settembre 1958.
Il parto è stimolato dalla panzata del comico Gino Bramieri alla Rinascente e forse un po’della sua ironia si trasfonde al neonato!
La famiglia si trasferisce a Torino. Per Wally la vita in città è una tortura, ma gode di innumerevoli opportunità e stimoli che la città offre, soprattutto negli anni ‘60–’70. Da ragazza è una bomba di energie, e di iniziative: teatro, sport, politica, volontariato, scoutismo, amicizie, viaggi. La scuola, sgradita e noiosa, è frequentata fino alla maturità per dovere. È leader naturale, positiva, solare, libera e ribelle. Negli anni di scuola trascorre tutte le vacanze scolastiche sul lago di Garda.
A 20 anni si trasferisce nel nord della Germania, dove lavora e frequenta l’università di Scienze Sociali a Kiel. Abita in riva al lago di Eutin e intrisa di passione per la natura. Rientra in Italia dopo tre anni e inizia a girarla, fino a trasferirsi, nel ‘93 nel biellese, zona amata per la verginità della sua natura e per la forte energia del luogo.
Decide quindi di realizzare il suo sogno qui ed ora e aprire un Centro nel quale poter divulgare tutto quanto appreso negli anni: come curarsi con le piante, meditare, danzare e giocare, usare la kinesiologia e l’arte teatrale, e altre mille nozioni utili per essere semplicemente se stessi.
Qui vive ancora oggi, con i suoi due figli e la sua “big family”, i suoi cani e gatti. Di se dice di essere una leonessa, e di essere fortunata perché tanto amata dall’universo, e di avere una vita piena di prove ma anche di tanto amore.
Wally è restia a parlare del proprio misticismo tuttavia la sua vita è un perenne contatto con l’universo e le sue meraviglie. Vive aderendo al suo sogno di vita: un misticismo molto concreto, un ritorno alle fonti dell’essere, un bisogno di misurarsi con la vita, di abbeverarsi ad una fontana, che pur essendo spirituale è totalmente radicata. Le forze che riceve dalla terra e dal cielo e che sente passare, hanno un meta al di fuori di se: vanno verso gli altri concretamente, con effetti tangibili, affinché l’essere mistico non sia l’abbeverarsi di un assetato, ma un banchetto a cui fare partecipare quanti più possibile.